Ansia: conosciamola insieme.

L’ansia è uno stato emotivo a contenuto spiacevole, associato ad una condizione di allarme, di tensione, minaccia, preoccupazione e dalla percezione di alcuni cambiamenti a livello fisiologico.

Si distingue dalla paura in quanto questa si manifesta quando  ci troviamo di fronte ad un pericolo reale, mentre con l’ansia stiamo anticipando una minaccia futura, reale o potenziale.  

Il termine ansia deriva dal latino angĕre, che significa stringere, espressione che evoca le sensazioni psicologiche e fisiologiche che la caratterizzano: sensazione di disagio ed agitazione crescente che può esprimersi con varie intensità e reazioni fisiologiche con battito cardiaco accelerato, sudorazione, tremore, sintomi intestinali che insieme possono arrivare a bloccare l’esecuzione di un compito e se si presenta in modo ricorrente, può peggiorare significativamente la qualità di vita della persona e di chi la circonda.

Essa è una risposta allo stress, inteso come una pressione interna o esterna all’individuo che lo spinge al utilizzare delle risorse psichiche e/o fisiche straordinarie rispetto alla quotidianità. In una fase iniziale ci troveremo di fronte ad una risposta di eustress: man mano che lo stress aumenta, cresce anche la qualità della prestazione richiesta, oltrepassato un certo livello, che è soggettivo, la performance peggiora in modo progressivo e con lei il disagio emotivo che l’accompagna. In tal caso si parla di distress.

Le risposte fisiologiche ed emotive si sono evolute nel corso della storia dell’uomo.  Inizialmente il freezing è stato un modo per sopravvivere, l’ansia di essere vittima di qualche predatore, portava la persona a paralizzarsi, come se fosse morto (molti predatori evitano gli animali morti) e questa è quella risposta che spesso troviamo in persone vittime di aggressioni, si paralizzano a tal punto da non riuscire a reagire.

 In seguito nel corso del tempo, è arrivata la risposta di attivazione fisiologica, necessaria alla risposta di attacco o fuga, ed infine, più recentemente è arrivata la risposta sociale consistente in reazioni fisiologiche e psicologiche  ( tra cui il pianto) che rappresentano una richiesta di aiuto più o meno esplicita.

Queste tre tipologie di risposta sono presenti ancora oggi e possono manifestarsi in contesti diversi nella stessa persona. A volte le condizioni di vita sono costantemente stressanti da rendere la risposta ansiosa a bassi livelli qualcosa di difficilmente percepibile, portandoci a riconoscerla solo quando ostacola il nostro agire, quando ci porta all’evitamento o la somatizziamo ed è il nostro corpo a dirci che ci dobbiamo fermare.

Fortunatamente esistono degli strumenti che ci possono aiutare. Un percorso psicologico ci può aiutare a riconoscerla e a coglierne i diversi livelli d’intensità, può aiutarci a respirare in modo calmante, a praticare alcune tecniche di rilassamento o meditazione. Ma cosa molto più significativa  è che  oltre a  consentirci di controllare la nostra ansia , ma anche di capire il mondo cognitivo ed emotivo su cui poggia.  Imparare a comprendere come “funzioniamo” può aiutarci a rendere più efficace il nostro stile cognitivo e a modulare le emozioni.  Questo renderebbe sensibilmente migliore la qualità della nostra vita.

Per il nuovo anno sto organizzando dei percorsi di gestione dell’ansia in presenza ed online. Se desideri saperne di più o partecipare scrivimi una email. Scrivo anche il mio indirizzo email perché ultimamente il form non funziona come dovrebbe: paola72baldo@gmail.com. A presto.

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