Quando si parla di winter blues, SAD (Seasonal Affective Disorder ) o depressione invernale si intende un disturbo affettivo ad andamento stagionale.
Tale disturbo insorge generalmente quando si riscontra una drastica riduzione delle ore di luce, come accade a fine autunno.
Tale disturbo è caratterizzato dai seguenti sintomi: sonnolenza ed ipersonnia, astenia, pensieri tristi, irritabilità, difficoltà di concentrazione, alterazione dell’appetito e dolore muscolo scheletrico.
I cofattori, che contribuiscono alla sua insorgenza, in un’ottica bio-psico-sociale, sono le festività natalizie, la predisposizione genetica, e lo stile di vita.
In merito alle festività, il loro avvicinarsi con il carico di aspettative, di perdite, di solitudine e bilanci di fine anno, per molte persone rappresenta un elemento di innesco molto forte. Per altri invece il momento critico è costituito dalla loro conclusione che implica il ritorno forzato agli impegni quotidiani. Non è un caso che per opinione diffusa, il giorno più triste dell’anno, il Blue Monday, sia il primo lunedì dopo l’Epifania.
La genetica ha un ruolo rilevante, in quanto la presenza di precedenti disturbi affettivi, rappresenta un fattore predisponente.
Il Winter Blues inoltre può insorgere già a 18 anni, incide maggiormente sulle donne ( 41% ) rispetto agli uomini (37% ) presentandosi con maggiore frequenza in età avanzata.
Infine lo stile di vita è un elemento cruciale. Le ricerche ci dicono infatti che l’esposizione alla luce solare per un tempo prolungato, il movimento all’aria aperta e una dieta a base di omega 3 ( come nei paesi nordici ) possono contrastare efficacemente la depressione invernale.
Questo disturbo affettivo ha una durata che varia da un paio di settimane a più mesi. In quest’ultimo caso uno stile di vita sano non è sufficiente a garantirne il superamento.
Quando si riscontra un prolungarsi dei sintomi può essere necessario ricorrere ad un professionista della salute mentale. Le evidenze scientifiche sostengono infatti che una terapia psicologica di ultima generazione (terza onda ) basata in particolare su un approccio ACT, può essere molto efficace.