il temine pavimento pelvico si riferisce alle strutture muscolari, ossee e tendinee che fanno da contenimento agli organi interni all’addome. Di fatto quando si parla di disfunzioni si tengono in considerazione anche problematiche che coinvolgono non solo il pavimento pelvico ma anche la vescica (comparto anteriore), l’utero (comparto intermedio), l’intestino (comparto posteriore), spesso accompagnate da dolore. Vescica neurogena, incontinenza fecale o urinaria, vulvodinia, dispareunia, tanto per citarne alcune. Tali disfunzioni secondo il modello bio-psico-sociale, hanno una serie di concause: biologiche, psicologiche e relazionali.
Per la persona che ne soffre è molto difficile accedere alle cure mediche, perché tende a sottovalutare il problema, perché prova vergogna ed imbarazzo, perché i ritmi della vita la portano a pensare che qualsiasi percorso medico porti via molto tempo, o perché pensa che non ci sia una soluzione (cosa non vera).
Le implicazioni di tutto ciò non si limitano ad un grande disagio interiore: stress, ansia, depressione, pensieri catastrofizzanti o in genere disfunzionali, errate attribuzioni sull’origine della disfunzione e del dolore, ma a ciò si aggiungono difficoltà relazionali con il partner, la famiglia, gli amici ed i colleghi. Può essere difficile intraprendere una relazione con un/a nuovo/a compagn* per il timore di non essere accettati o capiti. Può essere complicato uscire di casa anche per motivi di svago nel timore di provare un malessere ingestibile o di aver bisogno di un bagno a portata di mano, finendo per chiudersi in casa.
La bella notizia è che esistono realtà in cui si prende in carico la persona dal punto di vista medico, fisioterapico e psicologico attuando un lavoro sinergico ed efficace, dove l’intervento chirurgico viene valutato come eventuale ultima opzione.
In tutto ciò la dimensione psicologica è fondamentale, serve per accogliere la persona, sostenerla e validare il suo disagio.
Si lavora sulla gestione del dolore ed innalzamento della relativa soglia con vari approcci tra cui le tecniche mente corpo come la mindfulness;
si aiuta la persona a riconoscere i segnali di dolore e stress per renderli prevedibili e gestibili nella quotidianità;
si rieduca a stili di pensiero più funzionali, a riconoscere e regolare le proprie emozioni ma anche ad elaborare la propria condizione ed a gestire ansia e depressione spesso reattive.
Un percorso di questo tipo consente alla persona di recuperare non solo un senso di competenza nella gestione e nel superamento della propria disfunzione, ma consente anche il recupero di un equilibrio interiore e di una maggiore consapevolezza di sé migliorando così la qualità della sua vita.
